Quale valore va inserito nella casella “CO corretto” al punto E del rapporto di controllo efficienza energetica?

Lo stesso valore riportato alla voce “CO nei fumi secchi e senz’aria” di cui alla scheda 11.1 del libretto di impianto.
La denominazione “CO corretto”, comunemente usata per brevità, significa che il valore del CO misurato con l’analizzatore di combustione, relativo ai prodotti della combustione già depurati del vapore acqueo, è riportato alla condizione ideale di prodotti della combustione senza eccesso d’aria.

Quale valore bisogna inserire alla voce “Impianto: di Potenza termica nominale totale max”, al punto A del rapporto di efficienza energetica?

Lo stesso valore riportato sul libretto di impianto, nella Scheda identificativa dell’impianto, al punto 1.3 “Climatizzazione invernale”, relativo alla potenza utile: di fatto, la somma delle potenze utili, in riscaldamento, di tutti gli apparecchi che costituiscono l’impianto e possono funzionare contemporaneamente.
Analogamente, sul rapporto di efficienza energetica tipo 2, alla stessa voce del punto A si dovrà riportare lo stesso valore riportato sul libretto di impianto, nella Scheda identificativa dell’impianto, al punto 1.3 “Climatizzazione estiva”, relativo alla potenza utile: di fatto, la somma delle potenze utili, in raffrescamento, di tutti gli apparecchi che costituiscono l’impianto e possono funzionare contemporaneamente.

Scheda 11 punto 11.1 – Quale valore va inserito alla voce “Rendimento di combustione ɳc (%)” ?

Si trascrive il valore fornito dallo strumento analizzatore aumentato di due (analogamente a quanto richiesto per la stessa operazione dal rapporto di controllo di efficienza energetica tipo 1).

Scheda 11 punto 11.1 – Come va gestita la scheda 11 in caso di generatori di calore costituiti da più moduli termici, per ciascuno dei quali è prevista la misurazione in opera del rendimento di combustione?

In caso di più moduli è possibile utilizzare una scheda 11 per ciascun modulo, in cui saranno riportati progressivamente i dati di ciascuna verifica relativa al modulo in esame (in questo modo risulta più semplice visualizzare le variazioni di prestazione del modulo); in alternativa si può utilizzare una scheda per tutti i moduli presenti, aggiungendo ulteriori schede 11 quando necessario.

Scheda 9 punto 9.5 – Nella descrizione di un’unità trattamento aria (UTA), cosa sono le portate del ventilatore di mandata e di ripresa? Quali potenze devono essere indicate per tali ventilatori?

La portata ventilatore di mandata è la quantità d’aria trattata che viene inviata dall’UTA agli ambienti da climatizzare; la portata ventilatore di ripresa è la quantità d’aria estratta da un eventuale secondo ventilatore dall’ambiente climatizzato, non necessariamente uguale alla portata del ventilatore di mandata.
Se l’UTA è dotata di sezione free-cooling ( ovvero con serrande di presa aria esterna, espulsione e ricircolo), l’aria viene in parte o totalmente espulsa all’esterno ed in parte o totalmente miscelata con l’aria esterna, trattata e inviata alle utenze dal ventilatore di mandata; se l’UTA è dotata di recuperatore di calore, quest’aria è espulsa all’esterno dopo l’attraversamento del recuperatore, dove cede parte del calore all’aria esterna aspirata dal ventilatore di mandata per essere trattata ed inviata alle utenze.
Le portate possono essere ricavate dalle schede tecniche a corredo dell’UTA o dell’impianto. In assenza di schede tecniche, possono essere ricavate anche dalle targhe caratteristiche poste sull’UTA.
Le potenze dei ventilatori di mandata e di ripresa vanno ricavate dalle targhe poste sui motori dei ventilatori, perché talvolta capita che sulla targa dell’UTA compaia la somma delle potenze installate dei vari motori e non quelle singole del motore del ventilatore di mandata e di quello del ventilatore di ripresa.

Scheda 6 punto 6.4 – Quali pompe vanno indicate alla voce “pompe di circolazione”?

Vanno indicate tutte le pompe presenti, quindi anche quelle al servizio di eventuali circuiti asserviti a pannelli solari termici. Qualora siano presenti due pompe di circolazione che possono funzionare contemporaneamente o in alternativa si compilano due campi distinti, ciascuno con i dati della relativa pompa; nel caso di una pompa gemellare si compila un unico campo indicando la potenza massima del singolo motore elettrico.

Scheda 6 punto 6.3 – Quali vasi di espansione vanno indicati alla voce “vasi di espansione”?

Vanno indicati solo i vasi di espansione non incorporati nel generatore, analogamente a quanto avviene per le valvole di regolazione di cui al punto 5.1 e alle pompe di circolazione di cui al punto 6.4.

Scheda 5 punto 5.1 – Quali valvole vanno indicate alla voce “valvole di regolazione”?

Vanno indicate solo le valvole che agiscono sul sistema di distribuzione del fluido termovettore del riscaldamento.

Scheda 5 punto 5.1 – Che cosa si intende per “numero punti di regolazione”?

La voce “Punti di regolazione” indica su quanti punti la centralina può operare la miscelazione della temperatura del fluido termovettore in uscita dal generatore, in funzione della temperatura esterna.

  • In sostanza si dovrà riportare il numero di valvole miscelatrici collegate alla centralina, ad esempio: per un sistema di regolazione esterno composto da una centralina ed una valvola miscelatrice con servomotore, si indicherà 1;
  • per un sistema di regolazione esterno composto da una centralina e due valvole miscelatrici dotate di rispettivi servomotori si compileranno 2 schede 5.1: sulla prima scheda si riporteranno i dati della centralina ed una valvola miscelatrice e alla voce “Numero punti di regolazione” si indicherà 2, mentre sulla seconda scheda si riporteranno i soli dati della seconda valvola miscelatrice;
  • per un sistema composto da 2 centraline con rispettivamente una valvola miscelatrice la prima e due la seconda, si dovranno compilare tre schede 5.1: sulla prima scheda si riporteranno i dati della prima centralina e la corrispondente valvola miscelatrice e alla voce “Numero punti di regolazione” si indicherà 1, sulla seconda scheda si riporteranno i dati della seconda centralina e della prima valvola miscelatrice corrispondente e alla voce “Numero punti di regolazione” si indicherà 2, sulla terza scheda 5.1 si riporteranno i dati della terza valvola miscelatrice collegata alla seconda centralina.

Scheda 5, punti 5.1 e 5.2 – Come deve essere compilata la scheda 5 in presenza di più generatori, ciascuno con un proprio sistema di regolazione?

La scheda 5 elenca i vari sistemi di regolazione presenti nell’impianto, secondo la vigente definizione di impianto termico (rif. Legge 3 agosto 2013, n. 90). Pertanto, se in un appartamento con riscaldamento autonomo (caldaia a gas) sono presenti anche un condizionatore e una stufa a pellet, nella scheda 5 saranno barrate le caselle relative al sistema di regolazione dell’impianto di riscaldamento, al sistema di regolazione del condizionatore e a quello della stufa a pellet. Lo stesso criterio vale per i sistemi di regolazione, che possono essere diversi nei vari ambienti o zone dell’edificio, e pertanto si barrano le caselle relative a quelli presenti.

Scheda 4 punto 4.4, scheda 11 punto 11.2 – Come deve essere compilato il campo “n° circuiti” in presenza delle diverse tipologie di generatori?

Per “n° circuiti” si intende il numero di circuiti indipendenti di ogni macchina frigorifera / pompa di calore. Un circuito può avere più compressori, un compressore può avere un solo circuito, anche se ha più unità interne collegate da tubazioni differenti. Nella scheda 11.2 compilare tante colonne quanti sono i circuiti frigoriferi.

Scheda 4 punto 4.1, punto 4.4 – Se la caldaia o la pompa di calore forniscono anche acqua calda sanitaria, quale potenza utile nominale devo indicare, quella in funzione riscaldamento o quella in funzione acqua calda sanitaria?

Quella in funzione riscaldamento, fermo restando – per le caldaie – che la misurazione in opera del rendimento di combustione (rif. UNI 10389-1) può essere effettuata in funzione acqua calda sanitaria se in funzione riscaldamento non è possibile mantenere il funzionamento a regime per il tempo necessario all’esecuzione delle misurazioni.

Scheda 4 punto 4.1 – Nella voce “gruppi termici” sono comprese anche le caldaie?

Per “gruppo termico” si intende un prodotto, con unica certificazione e unico numero di matricola, comprendente caldaia e bruciatore; se caldaia e bruciatore sono due prodotti separati, la caldaia va inserita alla voce “gruppi termici”, senza indicazione del combustibile, mentre il bruciatore – o i bruciatori – e il relativo combustibile va inserito nella scheda 4 al punto 4.2.

Scheda 2 punto 2.5 – Cosa si intende per “tipologia circuito di raffreddamento”?

Riguarda i gruppi di refrigerazione condensati ad acqua (del tipo acqua-acqua e acqua-aria).
Barrare le caselle:

  • “senza recupero termico”, quando lo smaltimento di calore avviene con acqua a perdere, anche quando, fra il circuito a perdere e il condensatore, c’è un altro circuito chiuso di servizio ed uno scambiatore di calore
  • “a recupero termico parziale” in caso di torre evaporativa
  • “a recupero termico totale” in caso di smaltimento di calore con circuito chiuso (radiatore).

Scheda 2 punto 2.4 – Cosa si intende per condizionamento chimico dell’acqua calda sanitaria?

Il condizionamento chimico ha lo scopo di proteggere l’impianto di distribuzione dell’acqua sanitaria da fenomeni di incrostazione calcarea e di corrosione.
Per il trattamento dell’acqua sanitaria vengono impiegati condizionanti a base di polifosfati e/o fosfosilicati di qualità alimentare; l’aggiunta di questi prodotti deve essere proporzionale alla portata di acqua erogata dall’impianto.

Scheda 2 punto 2.3 – La protezione dal gelo è riferita anche al circuito degli eventuali pannelli solari termici?

No, solo al circuito di distribuzione principale.

Scheda 2 punto 2.3 – Cosa si intende per condizionamento chimico dell’impianto di climatizzazione?

Il condizionamento chimico ha lo scopo di proteggere l’impianto di climatizzazione invernale da fenomeni di corrosione, incrostazione, formazione di crescite biologiche (es. alghe) nonché dal gelo. I tipi di condizionanti utilizzati sono riportati all’interno della norma UNI 8065.
La scelta del condizionante chimico deve essere effettuata in base alle caratteristiche dell’acqua di riempimento, delle temperature di esercizio dell’impianto e dei materiali dell’impianto.
Nel caso in cui, sul carico del circuito di climatizzazione sia installato un sistema di dosaggio di polifosfati, è opportuno comunque prevedere, a protezione dell’impianto di climatizzazione invernale, un ulteriore dosaggio di prodotti condizionanti specifici.

Scheda 2 punto 2.2 – Quale valore di durezza va inserito al punto 2.2?

Dove disponibile, inserire al punto 2.2 il valore fornito dal gestore dell’acquedotto. Se il gestore fornisce un intervallo di valori, inserire quello più elevato. Se non è disponibile alcun valore, misurarlo con gli appositi kit disponibili in commercio.

Scheda 2 punto 2.1 – Come si calcola il contenuto d’acqua nell’impianto?

Il volume d’acqua contenuto nell’impianto può essere ricavato dalla documentazione a corredo dell’impianto (progetto, pratica INAIL ex ISPESL) o misurato in occasione di svuotamento e successivo riempimento in presenza di contatore; in assenza di dati certi si possono utilizzare le seguenti approssimazioni:

  • per impianti autonomi con potenza termica al focolare inferiore a 35 kW, in assenza di vasi di espansione esterni, si può stimare un volume d’acqua sempre inferiore a 110 l;
  • per altri impianti, stimando 10 l di acqua per kW di potenza utile installata per impianti a basso contenuto di acqua (es. con ventilconvettori); 12 l di acqua per kW di potenza utile installata per impianti a medio-basso contenuto di acqua (es. progettati per circolazione forzata, con radiatori); 15 l di acqua per kW di potenza utile installata per impianti a medio-alto contenuto di acqua (es. progettati per circolazione naturale e poi trasformati a circolazione forzata, con radiatori); 20 l di acqua per kW di potenza utile installata, per impianti ad alto contenuto di acqua (es. con pannelli radianti a pavimento).

Per impianti più complessi, es. con accumuli e vasi di espansione esterni, occorre tenere conto degli ulteriori volumi d’acqua. (N.B.: inserire i valori in m3: 1 l = 0,001 m3)

Scheda 1 punto 1.5 – Si devono considerare i pannelli solari termici al servizio del solo impianto di produzione di acqua calda sanitaria?

No, se i pannelli sono a servizio di sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria (es. scaldabagno, scaldacqua, boiler, etc.) al servizio di singole unità immobiliare ad uso residenziale ed assimilate. In tal caso il servizio “produzione acqua calda sanitaria” non risulta presente e pertanto la corrispondente casella non deve essere barrata.

Scheda 1 punto 1.5, scheda 4 punto 4.7 – Dove trovo i valori della superficie totale lorda del pannello solare, da inserire al punto 1.5, e della superficie totale di apertura, da inserire al punto 4.7?

Sulla scheda tecnica del pannello il fabbricante indica la superficie totale lorda (in pratica le dimensioni, lunghezza per larghezza, del pannello) e la superficie totale di apertura, ovvero le dimensioni – lunghezza per larghezza – della copertura trasparente.

Scheda 1 punto 1.5 – Quali caselle devono essere barrate in presenza delle diverse tipologie di pompa di calore?

La casella “Pompa di calore” deve essere barrata sia nel caso di pompe di calore reversibili (climatizzazione estiva e invernale), sia nel caso di pompe di calore per sola climatizzazione invernale. La casella “Altro” va barrata nel caso di generatori ibridi compatti, composti almeno da una caldaia a condensazione a gas e da una pompa di calore e dotati di specifica certificazione di prodotto.

Scheda 1 punto 1.4, scheda 4 punto 4.4, scheda 6 punto 6.1, scheda 7 – Cosa si deve indicare come fluido termovettore nel caso di impianti di condizionamento?

Per fluido termovettore si intende il fluido raffrescato o riscaldato dal generatore di calore (macchina frigorifera o pompa di calore), che poi distribuisce il freddo/calore generato direttamente in ambiente o per mezzo di tubazioni/canalizzazioni, nei vari ambienti da climatizzare.
Le macchine frigorifere/pompe di calore vengono suddivise in 4 gruppi: aria-aria, acqua-aria, aria-acqua, acqua-acqua, dove il primo termine indica la sorgente esterna, e il secondo quella interna. È questo secondo termine che identifica il fluido termovettore, e che va barrato anche nella scheda 4.4 al punto “Fluido lato utenze”. Nel caso di impianti a ciclo frigorifero / pompe di calore con lo scambiatore lato interno “annegato” nel pavimento (simile ad un pannello radiante, ma con il liquido frigorigeno dentro la tubazione a pavimento al posto dell’acqua), nella scheda 1.4 “Tipologia del fluido vettore” va barrato “altro: … pavimento radiante …”, nella scheda 4.4 “Fluido lato utenze” non può essere barrato, nella scheda 6.1 “Tipo di distribuzione” va barrato “altro: … pavimento radiante”, nella scheda 7 “Sistemi di emissione” va barrato “pannelli radianti”.

Scheda 1 punto 1.3 – Cosa deve essere inserito alla casella “altro”?

Qualsiasi altro servizio fornito dall’impianto oltre a quelli elencati in corrispondenza delle caselle soprastanti; ad esempio la produzione di energia elettrica nel caso di cogeneratori.

Scheda 1 punto 1.3 – Quando deve essere barrata la casella “produzione di acqua calda sanitaria”?

La casella va barrata nei seguenti casi:

  • generatore di calore con produzione combinata di acqua calda sanitaria.
  • generatore di calore per la produzione di sola acqua calda sanitaria al servizio di più utenze residenziali o assimilate (impianto centralizzato per la produzione di acs) o al servizio di edifici con diversa destinazione d’uso.
  • Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria (es. scaldabagno, scaldacqua, boiler, etc.) al servizio di singole unità immobiliare ad uso residenziale ed assimilate. In tal caso il servizio “produzione acqua calda sanitaria” non risulta presente e pertanto la corrispondente casella non deve essere barrata.

Scheda 1 punto 1.3, scheda 4 punto 4.4 – Con la nuova etichettatura energetica delle macchine frigorifere, quali dati devono essere indicati per le macchine esistenti e quali per quelle nuove?

Sul mercato si trovano unità con dati prestazionali indicati secondo le tradizionali disposizioni, e unità “aria-aria” di potenza utile < 12 kW”(dal 1-1-2013) e pompe di calore idroniche “aria-acqua” e “acqua –acqua” di potenza utile < 70 kW (dal 26-09-2015) con le nuove etichettature energetiche. Per evitare incongruenze fra dati non omogenei, la compilazione delle schede 1.3 e 4.4, va eseguita prendendo i dati “di targa” scheda tecnica riferiti alle seguenti condizioni standard: [image url="/wp-content/uploads/2015/07/Tabella.png" link="" title="(Nota: bs = bulbo secco, bu = bulbo umido)" animation_delay="0" size="medium" target="" lightbox="true" align="center" autoheight="false" animate="" ] Tali dati si possono trovare sulle targhe delle macchine o sulla documentazione tecnica di prodotto. Il COP o l’EER, nel caso non fossero indicati, si ottengono dividendo la potenza termica generata per la potenza elettrica assorbita. Se manca la potenza assorbita, si ottiene dividendo la potenza resa per il COP / EER. Questi dati non vanno presi dalle nuove “etichette energetiche” in dotazione ai prodotti (unità aria-aria < 12 kW e PdC idroniche < 70 kW), perché queste riportano come potenze nominali i fabbisogni dell’edificio, e invece dei COP/EER riportano i loro omologhi stagionali SCOP/SEER, dati non omogenei con quelli di altre unità o di unità più vecchie, e che facilmente possono indurre in confusione.

Scheda 1 punto 1.3 – Durante la compilazione del libretto in più schede si richiede la potenza nominale dei gruppi termici. Il dato è reperibile nei libretti di istruzione, uso e manutenzione dei singoli prodotti. Consultando tali documenti si rileva che in alcuni casi i produttori dichiarano potenze e rendimenti a diversi regimi termici (esempio 80/60, 50/30 e 40/30). Quale di questi dati è quello da inserire nel libretto di impianto?

Nell’ottica di uniformare le modalità di compilazione, si inseriscono sempre i dati riferiti al regime termico 80/60 °C.

Chi è il responsabile dell’impianto termico?

Il responsabile dell’impianto termico è:

  • l’occupante, a qualsiasi titolo, in caso di singole unità immobiliari residenziali;
  • il proprietario, in caso di singole unità immobiliari residenziali non locate;
  • l’amministratore, in caso di edifici dotati di impianti termici centralizzati amministrati in condominio;
  • il proprietario o l’amministratore delegato in caso di edifici di proprietà di soggetti diversi dalle persone fisiche
  • In caso di affidamento a un terzo responsabile questi diventa anche responsabile della tenuta e aggiornamento del libretto.
    La nomina del terzo responsabile non è consentita nel caso di impianti autonomi a meno che il generatore di calore e/o di freddo non sia collocato in un locale tecnico ad uso esclusivo accessibile al solo terzo responsabile.

Chi è il responsabile della compilazione e aggiornamento del libretto di impianto?

La responsabilità della compilazione e aggiornamento è affidata al “responsabile dell’impianto”.
Maggiori chiarimenti sono forniti nella FAQ “Quando si compila il libretto di impianto, quale modello bisogna usare e chi compila questo documento?” presente sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico “Faq sull’efficienza energetica degli impianti di climatizzazione invernale ed estiva”.

E’ possibile esemplificare i principali casi in cui è necessario o meno compilare il libretto di impianto?

Di seguito si fornisce un elenco di casi in cui è necessario o meno compilare il libretto di impianto.
Condominio con impianto centralizzato (riscaldamento, con o senza produzione acqua calda sanitaria)
LIBRETTO: SI
Appartamento in condominio con impianto centralizzato (solo riscaldamento) e scaldacqua
LIBRETTO: NO
Appartamento in condominio con impianto centralizzato (solo riscaldamento), scaldacqua e condizionatore installato in modo fisso
LIBRETTO: SI (scheda per il solo condizionatore)
Appartamento in condominio con impianto centralizzato (riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria), con condizionatore mobile
LIBRETTO: NO
Appartamento o abitazione a se’ stante con caldaia (solo riscaldamento), scaldacqua e condizionatore installato in modo fisso
LIBRETTO: SI (scheda per caldaia e scheda per condizionatore)
Appartamento o abitazione a se’ stante con caldaia (riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria), condizionatore installato in modo fisso, pannello solare termico
LIBRETTO: SI (scheda per caldaia, scheda per condizionatore e scheda per pannello solare)
Appartamento o abitazione a se’ stante con caldaia (solo riscaldamento), condizionatore installato in modo fisso, scaldacqua, pannello solare termico ad esclusivo servizio dello scaldacqua
LIBRETTO: SI (scheda per caldaia e scheda per condizionatore)
Appartamento o abitazione a se’ stante con caldaia (solo riscaldamento), condizionatore installato in modo fisso, stufa o caminetto a biomassa
LIBRETTO: SI (scheda per caldaia, scheda per condizionatore, scheda per stufa o caminetto)
Appartamento o abitazione a se’ stante con stufa a biomassa di potenza inferiore a 5 kW, condizionatore mobile, scaldacqua, pannello solare termico ad esclusivo servizio dello scaldacqua
LIBRETTO: NO

Quali apparecchi non devono comunque essere registrati sul libretto di impianto?

Non devono comunque essere registrati sul libretto di impianto:

  • Gli apparecchi per la produzione di acqua calda sanitaria (scaldacqua, scaldabagni, boiler) ed eventuali pannelli solari termici ad essi collegati a servizio di singole unità immobiliari ad uso abitativo o assimilate
  • Gli apparecchi mobili per riscaldamento e/o condizionamento;
    Le stufe, i caminetti o gli apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante se la loro potenza termica del focolare complessiva non supera i 5 kW.

Quali unità immobiliari sono escluse dall’obbligo di libretto di impianto?

Sono escluse dall’obbligo di libretto di impianto:

  • Le unità immobiliari riscaldate esclusivamente con stufe, caminetti o apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante se la potenza termica del focolare complessiva non supera i 5 kW, e in assenza di altri impianti o apparecchi di condizionamento di qualsiasi potenza;
  • Le unità immobiliari riscaldate e/o raffrescate con apparecchi mobili;
  • Le unità immobiliari o parti di esse destinate ad ospitare macchine, sostanze, derrate alimentari, piante, animali che necessitano di temperature controllate, con presenza solo temporanea di operatori;
  • Le singole unità immobiliari ad uso abitativo o assimilate, riscaldate e/o raffrescate da impianti centralizzati, in cui siano presenti solo apparecchi per la produzione di acqua calda sanitaria (scaldacqua, scaldabagni, boiler) ed eventuali pannelli solari termici ad essi collegati.

Quando deve essere compilato il libretto di impianto?

Il libretto di impianto si compila e si aggiorna in presenza di impianti e/o apparecchi di riscaldamento e/o condizionamento, al servizio di edifici residenziali, scuole, ospedali, caserme, palestre ecc., oppure destinati ad attività industriali, artigianali, commerciali, uffici pubblici o privati.